Hannah Arendt e La banalità del male: quando il male non ha volto mostruoso

Hannah Arendt e La banalità del male: quando il male non ha volto mostruoso

Ci sono pensatori che interpretano il proprio tempo.E poi ci sono pensatori che lo attraversano. Hannah Arendt appartiene alla seconda categoria. Il suo lavoro non nasce in un laboratorio accademico isolato. Nasce dall’esperienza diretta del crollo dell’Europa, dell’esilio, della persecuzione, della guerra.Per comprendere La banalità del male, occorre partire dalla vita che l’ha resa possibile. Hannah Arendt: nascere nell’Europa che sta per spezzarsi Hannah Arendt nasce il 14 ottobre 1906 a Linden, vicino ad Hannover, in Germania, in una famiglia ebrea laica e assimilata. Il padre, Paul Arendt, ingegnere, muore…

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Albert Camus e “La peste”: l’uomo prima del romanzo, la responsabilità prima del giudizio

Albert Camus e “La peste”: l’uomo prima del romanzo, la responsabilità prima del giudizio

L’uomo che viene dal margine Albert Camus nasce il 7 novembre 1913 a Mondovi, in Algeria francese (oggi Dréan). Non nasce a Parigi, non nasce in un salotto letterario, non nasce in un ambiente borghese colto. Nasce in una colonia. Il padre, Lucien Camus, è un operaio agricolo di origine alsaziana. Viene arruolato allo scoppio della Prima guerra mondiale e muore nel 1914 nella battaglia della Marna. Albert ha meno di un anno. La figura paterna resterà un’assenza più che un ricordo. La madre, Catherine Hélène Sintès, è di origine…

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Analfabetismo e Democrazia.

Analfabetismo e Democrazia.

Il monito di Camilleri è ancora più attuale oggi: cosa è cambiato davvero? «In Italia abbiamo due milioni di analfabeti totali, tredici milioni di semianalfabeti e altri tredici milioni di analfabeti di ritorno…»— Andrea Camilleri, intervista 2010 Quando Andrea Camilleri pronunciò quelle parole, nel 2010, molti le liquidarono come una provocazione. Altri come un’esagerazione retorica.Eppure, a distanza di oltre quindici anni, la domanda che poneva resta intatta — e forse più inquietante di allora: su cosa basiamo oggi le nostre convinzioni quando votiamo, discutiamo, scegliamo? Dall’analfabetismo classico a quello funzionale…

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Storie di Eroi Dimenticati

Storie di Eroi Dimenticati

Le vite che hanno cambiato il mondo senza finire sui libri di storia Federico Faggin L’uomo che costruì il cervello delle macchine e poi tornò a interrogarsi sull’anima Federico Faggin nasce il 1º dicembre 1941 a Vicenza, in un’Italia che non è ancora uscita dalla guerra ma già ne porta addosso tutto il peso.Nasce durante un conflitto mondiale, in un Paese diviso, povero, ferito. Le sirene, i bombardamenti, la paura non sono racconti: sono rumore quotidiano. La sua è una famiglia semplice, legata al lavoro e allo studio.Il padre è…

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Storie di Eroi Dimenticati

Storie di Eroi Dimenticati

Le vite che hanno cambiato il mondo senza finire sui libri di storia Teresa Noce La donna che attraversò il Novecento con il corpo prima che con le idee Teresa Noce nasce il 29 luglio 1900 a Torino, in una città che all’inizio del Novecento è già un laboratorio sociale.Torino non è solo una città industriale: è una città che cresce in fretta, che attira migliaia di famiglie dalle campagne, che vive il lavoro come necessità e come conflitto. Teresa nasce in una famiglia operaia, poverissima.Il padre è un muratore,…

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Pier Paolo Pasolini, il corsaro che aveva visto tutto (mentre l’Italia cambiava canale)

Pier Paolo Pasolini, il corsaro che aveva visto tutto (mentre l’Italia cambiava canale)

Tra Scritti corsari e Lettere luterane, Pasolini aveva descritto il passaggio dall’Italia contadina alla società dei consumi, parlando di “mutazione antropologica” e di un nuovo fascismo dolce. Il sistema lo ha emarginato, il pubblico lo ha ignorato. Oggi ci resta una domanda: eravamo troppo dentro il vortice per ascoltarlo? Ci sono figure che diventano scomode solo dopo la morte.Pier Paolo Pasolini è l’esatto contrario: era scomodo mentre era vivo, e per questo il sistema ha fatto di tutto per renderlo marginale, eccentrico, “irregolare”. Oggi, però, se apriamo i suoi libri…

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Libri di scuola, affari di Stato.

Libri di scuola, affari di Stato.

Perché ogni settembre paghiamo un conto salato per una didattica che cambia poco. Ogni settembre la scena si ripete identica. Famiglie in fila davanti alle librerie, liste d’adozione in mano, carrelli pieni di volumi ancora incellophanati. Qualcuno fa il conto a voce alta, qualcun altro fotografa lo scontrino e lo manda nella chat di famiglia: “Solo libri”. Nel frattempo, da ogni palco istituzionale arriva il solito messaggio: “L’istruzione è un diritto, nessuno deve rimanere indietro”. Sulla carta è vero. Nella pratica, sempre più genitori hanno la sensazione opposta: studiare è…

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Quando scuola e università dicono “basta”

Quando scuola e università dicono “basta”

La nuova alleanza tra studenti e docenti contro tagli, precarietà e militarizzazione All’inizio sembrava “la solita occupazione”.Un liceo che blocca le lezioni, striscioni alle finestre, assemblee in aula magna.Poi è successa una cosa diversa dal solito: in cortile sono scesi anche i professori. Non solo per “garantire l’ordine”, ma per leggere articoli della Costituzione, discutere di tagli alla scuola, parlare di Gaza, di diritto allo studio, di che cosa significa crescere in un Paese dove si trovano miliardi per le armi ma non per le aule. È un’immagine che nell’ultimo…

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Umberto Eco e il futuro che abitiamo

Umberto Eco e il futuro che abitiamo

Social, nemici e memoria nell’Italia del 2025 Quando Umberto Eco è morto, nel 2016, molti hanno avuto la sensazione che se ne andasse non solo uno scrittore, ma un traduttore del mondo. Uno che riusciva a prendere fenomeni complessi – dalla televisione al complottismo – e a renderli leggibili da chiunque, senza perdere profondità. A distanza di anni, il paradosso è questo: più il presente diventa caotico, più alcune intuizioni di Eco tornano a galla. Non come citazioni da meme, ma come strumenti per capire dove stiamo andando. In questo…

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Libri 2025: tra boom digitale, BookTok e crisi silenziosa dell’editoria

Libri 2025: tra boom digitale, BookTok e crisi silenziosa dell’editoria

Se guardiamo solo le foto dei festival letterari, delle file davanti agli stand al Salone del Libro o dei video virali di BookTok, potremmo pensare che il libro stia vivendo una nuova età dell’oro. Poi arrivano i numeri. E raccontano una storia più complessa. Nel Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2025, l’AIE certifica che il valore complessivo del settore si è fermato a 3,23 miliardi di euro, in calo dell’1,4% rispetto al 2023.Il mercato trade – quello che vediamo in libreria e online – è la parte più in…

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