5G in mare aperto: Ericsson, Leonardo e Marina Militare insieme per una rete standalone

5G in mare aperto: Ericsson, Leonardo e Marina Militare insieme per una rete standalone

Una collaborazione insolita tra industria tecnologica e forze armate italiane sta portando la connettività 5G oltre i confini terrestri. Ericsson, insieme a Leonardo e alla Marina Militare, ha annunciato un progetto che abilita il 5G standalone in mare aperto, ovvero una rete mobile avanzata non dipendente dall’infrastruttura terrestre classica. Questo significa portare copertura mobile di nuova generazione anche in condizioni operative difficili, come le aree marittime più isolate.

L’iniziativa è parte di una sperimentazione che potrebbe avere implicazioni importanti non solo per le applicazioni civili, ma anche per scenari strategici e operativi in cui la connettività in mare aperto diventa cruciale.


Cos’è il 5G standalone e perché è rilevante

Il termine standalone indica una architettura di rete 5G che non si appoggia alle antenne o ai controller del 4G/LTE preesistenti: è una rete 5G pura, con tutte le funzionalità avanzate abilitate nativamente. Tra queste:

  • latenza significativamente ridotta
  • supporto massivo a dispositivi connessi
  • slicing di rete per servizi dedicati
  • maggiore efficienza e sicurezza

È un salto di qualità rispetto alle prime implementazioni 5G “non standalone”, che comunque dipendevano dall’infrastruttura 4G sottostante.

Portare questo tipo di tecnologia in mare aperto richiede non solo competenze ingegneristiche elevate, ma anche una stretta collaborazione tra soggetti con obiettivi e requisiti operativi molto differenti.


La partnership tra Ericsson, Leonardo e Marina Militare

La cooperazione tra una grande azienda di telecomunicazioni (Ericsson), un gruppo industriale con forte competenza nei sistemi avanzati (Leonardo) e una forza armata come la Marina Militare indica una tendenza interessante: la convergenza tra tecnologie civili e applicazioni strategiche.

Non si tratta semplicemente di testare una nuova tecnologia. Si tratta di sperimentare una rete che possa operare:

  • in alto mare, dove le condizioni fisiche e logistiche sono complesse
  • in autonomia dalla rete terrestre
  • per usi sia civili che potenzialmente legati alla sicurezza nazionale

In questo senso, la dimensione del progetto supera il semplice upgrade tecnologico: entra in un territorio in cui connessioni stabili e performanti diventano parte integrante delle infrastrutture critiche.


Applicazioni possibili e scenari futuri

Una rete 5G standalone in mare aperto apre una serie di possibilità che vanno ben oltre la semplice navigazione internet su smartphone:

  • supporto alle operazioni di sicurezza e difesa
  • trasmissione dati ad alta velocità da e verso imbarcazioni
  • monitoraggio ambientale e industriale delle acque
  • comunicazioni sicure per assetti marittimi civili e militari

Questo tipo di connettività può anche servire come piattaforma per sviluppare nuovi servizi digitali che richiedono latenza ultra-bassa e affidabilità elevata — caratteristiche che il 5G standalone abilita in modo nativo.


Un progetto italiano con prospettive globali

La sperimentazione in corso rappresenta un esempio di come l’Italia stia partecipando in modo attivo allo sviluppo delle reti di nuova generazione e delle applicazioni ad esse correlate. L’interesse non è solamente nazionale: le tecnologie di connettività avanzata saranno sempre più decisive in numerosi settori globali, dal trasporto marittimo agli scenari di protezione civile e difesa.

La collaborazione tra poli industriali e istituzioni militari potrebbe essere un modello per future architetture tecnologiche, in cui le esigenze operative più critiche vengono affrontate con soluzioni civili di avanguardia, portate in ambienti difficili come quelli off-shore.


Conclusione: tra connettività e infrastrutture critiche

La sperimentazione del 5G standalone in mare aperto non è un semplice banco di prova tecnologico.
È un esempio di come reti digitali di nuova generazione possano diventare infrastrutture strategiche, capaci non solo di migliorare l’esperienza di comunicazione, ma anche di supportare attività complesse e missioni delicate.

In un mondo sempre più connesso, la tecnologia non è più un accessorio: è parte integrante delle capacità operative di attori pubblici e privati.
E la portata di iniziative come questa — quando ben governata — può determinare un vantaggio competitivo e una maggiore resilienza per il sistema paese.

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