La crisi alimentare del 2025 non è un evento isolato ma il risultato di fattori che si rafforzano a vicenda. Il Global Report on Food Crises 2025 rileva che nel 2024 più di 295 milioni di persone in 53 paesi hanno sofferto livelli acuti di insicurezza alimentare, un numero triplicato rispetto al 2016. Il rapporto segnala che conflitti come quelli in Sudan e a Gaza hanno spinto intere popolazioni sull’orlo della carestia, mentre eventi meteorologici estremi sono stati la causa primaria di insicurezza alimentare in 18 paesi, colpendo oltre 96 milioni di persone.
Oltre alla scarsità fisica, c’è l’esplosione dei prezzi: secondo il Food Security Update della Banca Mondiale, nel 2025 l’inflazione alimentare supera quella generale nel 65 % dei 161 paesi analizzati e più del 55 % dei paesi a basso reddito registra aumenti sopra il 5 %. Il rapporto SOFI 2025 ricorda che le politiche espansive post‑pandemia, la guerra in Ucraina e gli eventi climatici hanno spinto l’inflazione alimentare a un picco del 13,6 % a gennaio 2023; nei paesi poveri ha toccato il 30 %. In pratica, nelle economie più fragili il cibo assorbe oltre metà del reddito familiare, erodendo salari e occupazione e alimentando le proteste.
Gli shock climatici aggravano la volatilità: esperti di logistica avvertono che siccità e alluvioni continueranno a colpire raccolti come caffè e cacao, già saliti rispettivamente del 103 % e del 163 % nell’ultimo anno. Proiezioni indicano che il riscaldamento globale potrebbe aggiungere fino a tre punti percentuali all’inflazione alimentare entro il 2035.
Parallelamente, la capacità di risposta internazionale si sta riducendo: la GRFC 2025 avverte che i tagli agli aiuti umanitari potrebbero ridurre del 45 % i fondi per il settore alimentare, proprio quando oltre 231 milioni di persone rischiano livelli elevati di insicurezza nel 2025. Molti paesi con bassa capacità di risposta e alta vulnerabilità potrebbero quindi cadere in carestie diffuse.
Le reazioni governative – scorte di emergenza, tetti ai prezzi, sussidi – restano palliative senza cooperazione internazionale e investimenti strutturali. SOFI 2025 raccomanda interventi mirati di protezione sociale, politiche monetarie credibili e investimenti in ricerca agricola, infrastrutture logistiche e sistemi di informazione. La Banca Mondiale avverte che, pur essendo i mercati agricoli globali ben forniti, l’arrivo del fenomeno La Niña e le anomalie nell’Oceano Indiano potrebbero alterare le precipitazioni nelle aree produttrici. Esperti consigliano inoltre di diversificare le catene di approvvigionamento e adottare pratiche agroecologiche per ridurre l’impatto climatico.
«The Integrity Times» continuerà a raccontare storie di agricoltori, mercati e consumatori che sperimentano soluzioni locali – dall’agroforestry ai mercati equi – per dimostrare che la sicurezza alimentare è un indicatore fondamentale di giustizia globale e che affrontare la crisi richiede di ripensare la produzione, la distribuzione e il consumo del cibo.
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