Si chiama Gli Orti come bene comune, il progetto avviato i primi di dicembre a Castelbuono, fuori Palermo, e curato da Maria Rosa Sossai. In collaborazione con l’Istituto Agrario “Luigi Failla Tedaldi”, l’iniziativa intreccia arte contemporanea, educazione ambientale e pratiche agricole tradizionali, coinvolgendo studenti, artisti e anziani coltivatori in un percorso che culminerà il 4 giugno 2026 con una restituzione pubblica.
“Gli Orti come bene comune”: un progetto partecipativo a Castelbuono in Sicilia
Gli Orti come bene comune nasce dalla volontà di riflettere in modo condiviso sull’attuale crisi ambientale attraverso azioni concrete e accessibili. Il Museo Civico di Castelbuono e l’Istituto “Luigi Failla Tedaldi” collaborano alla creazione e alla cura di due spazi verdi: l’Orto dell’Arte, adiacente al Castello dei Ventimiglia, e l’Orto Sociale di Palazzo Failla, nel cuore del centro storico. Un luogo dove studenti, docenti e operatori culturali sperimentano pratiche sostenibili di coltivazione e tutela del territorio, con l’obiettivo di sviluppare una coscienza ambientalista radicata nella comunità. Fulcro del progetto è la comunità post-varietale di pomodori ideata dal duo artistico Aterraterra, un’opera vivente che invita alla cura collettiva come forma di patrimonio condiviso.
Il progetto “Gli Orti come bene comune” a Castelbuono in Sicilia
Tradizione agricola e nuove generazioni in dialogo per il futuro di Castelbuono
Il percorso formativo, articolato in dieci incontri tra dicembre 2025 e giugno 2026, coinvolge le classi IV A e IV B dell’Istituto Agrario in attività varie, spaziando dalla semina alla documentazione fotografica, dalla cura delle piante alle visite guidate.Nutrizionisti, artisti e operatori museali contribuiscono a un programma multidisciplinare, assieme ai coltivatori, chiamati a trasmettere saperi ed esperienze che rischiano di perdersi insieme al progressivo allontanamento delle giovani generazioni dalla pratica dell’orto.
Il progetto “Gli Orti come bene comune” a Castelbuono in Sicilia
Verso la restituzione pubblica del 2026
Il progetto mira non solo alla coltivazione materiale degli orti, ma anche alla crescita di consapevolezze ecologiche naturali, sociali e tecnologiche. Attraverso la documentazione, le interviste, la creazione di cartellonistica e momenti di confronto con la cittadinanza, gli studenti imparano a leggere l’ecosistema come parte integrante della propria identità. La giornata conclusiva del 4 giugno 2026 celebrerà il percorso con una presentazione aperta al pubblico, la prima raccolta dei pomodori, degustazioni, scambi di semi e attività legate alle produzioni vivaistiche e locali.
L’articolo “In Sicilia nasce un progetto educativo che mette assieme arte contemporanea e agricoltura ” è apparso per la prima volta su Artribune®.
L’iniziativa che intreccia arte contemporanea, educazione ambientale e pratiche agricole, sotto la curatela di Maria Rosa Sossai, culminerà a giugno con una restituzione pubblica
L’articolo “In Sicilia nasce un progetto educativo che mette assieme arte contemporanea e agricoltura ” è apparso per la prima volta su Artribune®.
