Gli scacchi sono da sempre considerati il metro di misurazione dell’intelligenza logica: sulla scacchiera si valuta la capacità di pensare in fretta, a fondo e con lucidità. Ma da quando Deep Blue sconfisse Garry Kasparov nel 1997, il paradigma è cambiato: oggi sono i software a dettare legge, capaci non solo di calcolare milioni di mosse al secondo, ma persino di sorprendere con soluzioni creative. Non a caso i grandi maestri si allenano con AlphaZero e altri motori che hanno reso la collaborazione con l’IA parte integrante della preparazione. Un’alleanza che ha trovato una nuova forma all’Alma Mater University Chess Tournament di Bologna, la competizione che ogni anno riunisce diciotto squadre universitarie da tutto il mondo. La novità di questa edizione è stata l’introduzione di un tutor d’eccezione: ShashGuru, un’applicazione di intelligenza artificiale che, al termine di ogni partita, aiuta i giocatori a rivedere le proprie mosse, evidenziando errori e occasioni sprecate. Un supporto che rende immediato capire come sarebbe potuta cambiare la partita se, per esempio, al posto della torre fosse stato mosso il cavallo. ShashGuru è stato sviluppato da Intel e dall’Università di Bologna, integrando il motore open source ShashChess con le capacità conversazionali dei modelli linguistici di ultima generazione (in questo caso Llama-3.1-8B di Meta). L’idea è nata da Alessandro Libralesso, studente di Informatica dell’Ateneo, con l’obiettivo di rendere l’analisi più accessibile e coinvolgente non solo per i giocatori, ma anche per il pubblico, che ha potuto interagire direttamente con l’IA ricevendo spiegazioni in tempo reale. «ShashGuru combina le capacità conversazionali dei modelli linguistici con la precisa analisi strategica e la velocità di calcolo su architettura Intel: un nuovo approccio all’interazione uomo–macchina nel dominio degli scacchi», ha spiegato Paolo Ciancarini, professore al Dipartimento di Informatica – Scienza e Ingegneria dell’Università di Bologna, che ha seguito lo sviluppo del progetto.
A sottolineare l’impatto della tecnologia anche sul versante tecnico, Alessandro Palla, Senior Staff Deep Learning Engineer di Intel e ricercatore AI nel team NPU (Neural Processing Unit), ha aggiunto: «Grazie a questa ricerca, l’obiettivo di Lasker di trovare mosse ancora migliori può essere realizzato – con analisi aggiuntive – al di fuori del cloud grazie agli AI PC. Ottimizzata per accelerare i tempi con cui sono fornite le informazioni ed addestrata a ridurre le allucinazioni, AI ora agisce come un maestro di scacchi e supporto ai giocatori per analizzare le partite e migliorare al gioco, direttamente dal proprio PC».

